Unione. Separazione. Individuazione.
Alan incontra Charlie. Fanno parte l’uno del passato dell’altro – del passato prima della catastrofe, del passato prima della perdita.
Alan ha una moglie. Alan è sua moglie. Alan si è perso. Chi è adesso Alan?
Il suo lavoro. Un pezzo del puzzle di un altro. Un amico senza amici e senza vie di fuga.
Charlie era Charlie con una moglie, tre figlie e un cane. Chi è adesso Charlie?
La sua musica – musica da catalogare, musica da annusare, musica da riempirsi le orecchie e da avvolgercisi dentro – vedersi il mondo scorrere senza dialoghi, solo la colonna sonora.
I suoi colossi da sconfiggere tramutati in videogioco, proiettati sullo schermo – l’unico possibile incontro con la morte – game over, start again?
Una cucina da ristrutturare o una promessa da mantenere, il colore giusto da scegliere.
La città illuminata di blu, la notte – l’unico momento in cui il tempo coincide con lui.
La casa di Alan è rossa e gialla e accogliente. L’amore regna su tutto.
La casa di Charlie è buia e fredda, i colori bloccati tra il bianco e il bianco. L’amore regnava, adesso comanda il dolore, adesso comanda l’oblio.
Quanti tipi di separazione ci sono?
La separazione cercata per diventare individui, interi.
La separazione subita, che frammenta.
Qual è il tuo trauma?
Elaborare un lutto è come (nascere) crescere una seconda volta -una ricerca di ordine – sono un collezionista – una ricerca di senso, di risposte alla domanda: chi sono?
Sono Charlie e dormivo nudo.
Alan si unisce a Charlie – facciamo qualcosa? – Charlie che è separato – da se stesso e dai ricordi e da chiunque, l’esterno è sempre una minaccia, può parlare, parlargli, di chi non c’è più – Charlie che lo rifiuta e che distrugge, Charlie che gli fa luce finché la luce non si spegne nel momento in cui si illumina da solo – Sandler che parla senza quasi muovere le labbra, come se la sua storia uscisse da ogni poro e non solo dalla fessura della bocca – tutto torna ed è troppo e troppo in fretta – ed è al momento giusto, alla persona giusta – con qualcuno dovrai parlarne – fuori dal tempo della seduta perché è questo il tempo giusto, quello sbagliato.
Cambiare colore.
E il cerchio si chiude.
E’ in coda. Aspetta di essere finito. Poi. Grazie.