hai presente il bicchier d’acqua? pure quando è mezzo vuoto mi ci perdo facilmente/facilmente confondo trasparenze – quella d’acqua e quella dura dell’esterno che mi sembra capovolto non mi lascia via d’uscita, contro il vetro spesso sbatto illudendomi di essere capace di trovare il millimetro in cui l’acqua si fa aria, superficie di cui avverto la tensione sulla quale riesco solo a camminare a testa in giù come un insetto all’incontrario e – presente? la corazza che mi porto sulla schiena mi impedisce di voltarmi se per caso non la incontro col gentile polpastrello di qualcuno forse stanco del continuo dimenarmi che mi aiuta con un colpo di fortuna, una spinta innovatrice.
vorrei essere solubile accontento tutti quanti diventando trasparente, vorrei essere una polvere in bustina render l’acqua effervescente innaturale respirare solo quando mi ricordo come fosse volontario ma nolente mi ritrovo sempre nello stesso punto non imparo dagli errori o dall’errare senza scopo, senza meta, mesta provo con dei tagli intorno al collo che mi facciano da branchie, provo tutto ma ogni volta mi dimentico e non provo quella giusta perché mai non sono io/io sono quella di passaggio, che ti insegna come fare non sapendo lei per prima non importa che lei sappia – lei, ricorda, sono io – son capace solo di essere una cosa e il suo contrario a volte nello stesso tempo e la mia crescita è bloccata e forse è un bene, che se fossi un po’ più grande nel bicchiere finirei per incastrarmi e per farlo traboccare.
busso. parlo come fossi un pesce e nessuno che conosco ha mai sentito nella boccia altro rumore se non quello delle pinne, mi regalan di continuo biciclette di continuo mi ritrovo fuor dall’acqua e si sa cosa succede, prima si agita, poi muore, poi finisce in scatoletta e diventa solo buono per condire l’insalata, senza olio senza sale fanno dieci calorie per cento grammi.
scrivi o no, scemotta? fuori dal bicchiere!
traboccata :)